Oh, non saprei spiegartelo. Quando voglio immensamente bene a qualcuno non ne dico mai il nome a chicchessia, è come cederne una parte.
Il ritratto di Dorian Gray, O. Wilde.
(via lagrammaticainteriore)
(via isolaperduta)
Avrei scritto di libri che mi hanno travolto e di un nuovo lavoro, avrei scritto delle mille foto che ho fatto, dei volti che le incendiano e che ancora devo scaricare. Avrei scritto del tempo che passa e che ci fa diventare grandi, delle piccole rughe che ho scoperto agli angoli degli occhi sorridenti. Avrei scritto miliardi di cose se avessi avuto un tablet appunto, ma forse sarei stata mille volte piu’ sola nel mondo che mi circonda, condannata ad essere sempre per tutti ma mai veramente di nessuno.
ci vorrebbe un tablet « Clematisrose’s Weblog
Bel pezzo di Lia. (via stefigno)
(via stefigno)
Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo.
E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così.
I. Calvino. (via parecchiopiangerecazzottieguai)
Quasi sempre il nostro lato migliore non dipende da noi, ma è affidato all’iniziativa di uno sconosciuto che viene a rianimarcelo per caso.
Erri De Luca (via silencenoisy)
(Source: quicivorrebbeunnomeadeffetto, via silencenoisy)
La nostalgia è uno specchietto retrovisore ingannevole. Nelle auto a noleggio in America c’è scritto “Attenti, gli oggetti sono più vicini di quanto sembrino”. Attenti, le cose erano meno splendide di come le ricordate. Ma continuate a farlo, per riscrivervi l’autobiografia e convincervi che ci sono stati paragrafi oh, luminosissimi. Com’era buona la frutta, che sapore il primo bacio, casa, le radici, la scoperta di questo e di quello. Di che cosa stiamo parlando?
Non pensare al primo amore, pensa a questo, al prossimo, all’ultimo.
Chi di nostalgia ferisce | Navi in bottiglia (via plettrude)
(via clairefisher)





14